Lo sviluppo di un farmaco segue una serie di studi clinici suddivisi in fasi, ciascuna con obiettivi specifici.
L’intero percorso inizia solo dopo la fase preclinica, che serve a valutarne sicurezza ed efficacia su modelli animali e in vitro.
Le fasi cliniche, invece, riguardano la sperimentazione sull’uomo e servono a determinare quanto il farmaco è sicuro, efficace e utilizzabile nella pratica clinica.
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Fase 1 – sicurezza e farmacocinetica
È il primo contatto con l’uomo. Serve a capire come il farmaco si comporta nell’organismo (assorbimento, distribuzione, metabolismo, eliminazione) e qual è la dose sicura.
- Partecipanti: volontari sani (di solito 20–80).
- Disegno: studi in doppio cieco o aperti, a dose singola o crescente.
- Obiettivo: definire il profilo di sicurezza e la dose massima tollerata.
Sottofasi:
- Fase 1a: test di dose singola o multipla, condotti su piccoli gruppi di volontari per valutare sicurezza e farmacocinetica.
- Fase 1b: primi studi su pazienti (non più sani) per iniziare a valutare come il farmaco agisce nel target terapeutico previsto.
Negli studi sugli psichedelici, la fase 1 serve anche a osservare durata, intensità e caratteristiche soggettive dell’esperienza psichedelica in condizioni controllate.
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Fase 2 – efficacia preliminare
In questa fase il farmaco viene testato su pazienti affetti dalla patologia target.
L’obiettivo è verificare se funziona davvero e raccogliere ulteriori dati di sicurezza.
Sottofasi:
- Fase 2a – proof of concept: piccoli gruppi di pazienti (20–80), per capire se il trattamento produce l’effetto desiderato.
→ Serve a decidere se proseguire nello sviluppo.
- Fase 2b – dose finding: campioni più ampi (100–300), per identificare la dose ottimale e stimare la dimensione dell’effetto clinico.
→ Serve a impostare correttamente la fase 3.
Negli studi psichedelici, la 2a e la 2b spesso coincidono con i primi trial controllati con placebo o con diversi dosaggi.
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Fase 3 – conferma e confronto
È la fase pivotal, quella che porta alla richiesta di approvazione regolatoria.
Serve a confermare efficacia e sicurezza su larga scala e a confrontare il nuovo farmaco con placebo o trattamenti standard.
Sottofasi:
- Fase 3a: studi principali (pivotal trials) su cui si basa la domanda di approvazione.
→ confermano efficacia, sicurezza e dose ottimale.
- Fase 3b: studi complementari o di estensione, condotti dopo o durante la revisione regolatoria.
→ ampliano il profilo di sicurezza, esplorano sottogruppi specifici o nuove indicazioni, spesso con disegni open label.
Negli studi sugli psichedelici, la fase 3a valuta la replicabilità dei risultati su campioni internazionali, mentre la 3b esplora durata dell’effetto e applicabilità clinica in contesti più reali.
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Fase 4 – sorveglianza post-marketing
Inizia dopo l’autorizzazione all’immissione in commercio.
Serve a monitorare il farmaco nella popolazione generale, per rilevare eventi avversi rari o tardivi e valutare nuove potenziali indicazioni terapeutiche.
Negli psichedelici, questa fase avrà un ruolo cruciale per capire come integrare la terapia assistita in contesti clinici reali.
Al momento l’unico psichedelico in fase 4 è l’esketamina.
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Fase | Obiettivo principale | Partecipanti | Esito atteso |
1a | Sicurezza e farmacocinetica (dose singola) | Volontari sani | Dose sicura, profilo di tollerabilità |
1b | Prime osservazioni in pazienti | Pazienti | Prime indicazioni di risposta clinica |
2a | Proof of concept | Pazienti (n≈50) | Evidenze preliminari di efficacia |
2b | Dose finding | Pazienti (n≈200) | Dose ottimale e dimensione effetto |
3a | Conferma per approvazione | Pazienti (n>300) | Dati di efficacia e sicurezza consolidati |
3b | Estensione / nuove indicazioni | Pazienti selezionati | Dati su uso reale, sottogruppi, durata effetto |
4 | Sorveglianza post-marketing | Popolazione generale | Dati di uso reale e sicurezza a lungo termine |
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